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Elaphe quatuorlineata
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Il mwcqcervone (mwcgElaphe quatuorlineata (mwcwBonnaterre, 1790)) è un mwdaserpente non velenoso della mwdqfamiglia dei mwdgColubridi.cite-ref-trd-2-0[2]

Contents

Note

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Descrizione

È il più lungo serpente italiano ed uno tra i più lunghi d'Europa. La lunghezza da adulto può variare da 110 a 250 cm, anche se raramente supera i 160. È di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro barre longitudinali scure (da cui il nome scientifico).

Specie simili

mwgamwgqZamenis longissimus ha una sola squama preoculare, molto più slanciata; manca della carenatura sulle squame dorsali.

Biologia

È un serpente diurno, terricolo, sebbene a volte possa trovarsi su arbusti, poco veloce e buon nuotatore. Molto agile nell'arrampicata: facendo forza sulla coda prensile, può raggiungere un ramo distante un metro o più, in alto o in lungo.

Trascorre il periodo invernale in gallerie di roditori abbandonate, da solo o in gruppi di 4-7 esemplari, spesso in compagnia di mwiqsaettoni.

Alimentazione

Si nutre di piccoli mammiferi (mwjaarvicole, mwjqtopi, mwjgtoporagni, mwjwconigli, mwkadonnole, mwkqscoiattoli ed altri fino alle dimensioni di un mwkgratto) che soffoca tra le spire, nidiacei di uccelli fino alle dimensioni di un mwkwpiccione, uova che inghiotte intere e poi rompe con i muscoli del tronco, qualche mwlalucertola (cibo preferito soprattutto dai giovani).

Riproduzione

Gli accoppiamenti durano da 3 a 5 ore e hanno luogo in genere in aprile e giugno. Dopo 40-50 giorni la femmina depone alla base di arbusti, o in buche nel terreno, o nei muretti a secco o in fenditure della roccia, 3-18 uova con guscio biancastro e molle che si indurisce leggermente a contatto con l'aria. Talvolta protegge le uova tra le spire del corpo per 3-5 giorni, altre volte le ricopre con la sua mwlwexuvia. Dopo circa 45-60 giorni escono i piccoli, lunghi da 30 a 40 cm che mutano nell'arco dei primi 7 giorni.

Nei primi 2-3 anni l'accrescimento corporeo è molto veloce e i cervoni mutano in media una volta al mese (in estate anche due volte al mese), dal 4º anno la velocità di crescita diminuisce bruscamente e gli adulti mutano in media 2-3 volte l'anno.

In cattività può vivere oltre 20 anni.

Distribuzione e habitat

È diffuso dall'mwnaEuropa sudorientale all'mwnqAsia Minore. In mwngItalia è frequente nelle zone centro-meridionali. Predilige la mwnwmacchia mediterranea, il limitare di boschi, i boschi radi e soleggiati o in genere i luoghi con vegetazione sparsa, le sassaie, i muretti a secco e gli edifici abbandonati. Ama gli ambienti caldi (24-34 °C) e umidi. Si può incontrare ad un'altitudine fino ai 1000 m sul livello del mare.

Conservazione

È una specie in progressivo declino per la scomparsa degli habitat in cui vive, protetta dalla mwogConvenzione di Berna (App. II).cite-ref-3[3]

Il libro rosso del mwqaWWF lo considera a mwqqbasso rischio.cite-ref-4[4]

È citato nella mwrwDirettiva Habitat (Direttiva n. 92/43/CEE) nell'appendice 2 (specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione) e nell'appendice 4 (specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa).cite-ref-5[5]

Nella cultura di massa

Secondo alcuni, il nome mwtgcervone deriva dal fatto che i pastori che lo vedevano durante la mwtwmuta scambiavano la pelle secca della testa per le mwuacorna. Per altri è dovuto alle piccole escrescenze sul capo. Per altri ancora le corna sono virtuali ed indicano la mwuqnobiltà di questo serpente, tra i più grandi d'Europa.

È anche chiamato mwuwpasturavacche, in quanto la credenza popolare voleva che fosse attirato dal mwvalatte delle vacche e delle capre al mwvqpascolo, e che per procurarselo si attaccasse alle mammelle degli animali, o addirittura lo leccasse dalle labbra sporche dei lattanti.

A mwvwCocullo (mwwaAQ) il cervone è il protagonista dei festeggiamenti per mwwqSan Domenico: la statua del santo viene portata in processione ricoperta di serpenti. La tradizione trae origine dell'antica venerazione dei mwwgMarsi per la dea mwwwAngizia, al cui culto erano associati i serpenti.

Nel mwxqSalento si chiama mwxgsacàracite-ref-6[6] ed è oggetto di molte credenze e leggende legate alla cultura contadina. Ad esempio, si crede che questo rettile raggiunga un'età molto avanzata, anche secolare, e che subisca una metamorfosi una volta invecchiato. Questa consiste nella comparsa di un corno sul muso e di piume sulla sommità del capo. Si racconta inoltre che ha la capacità di emettere suoni gutturali simili al chiocciare delle galline.

Sulla mwzaSila calabrese nell'ottobre del 2008 fu rinvenuto un giovane cervone albino. Ampiamente documentato da Gianluca Congi, è l'unico caso noto in Italia e nei paesi dove la specie è diffusa. In Bulgaria, nel 1975, fu documentato l'albinismo in quella che oggi è considerata Elaphe sauromates, giacché dal 2001 è stata separata come specie da E.quatuorlineata. Dunque quello calabrese rimane un solo caso documentato di cervone albinocite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

Note

cite-note-11. mwcw(mwdamwdqEN) mwdgmwdwElaphe quatuorlineata, su mweamweqIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwegIUCN, 2020.
cite-note-trd-22. mwfgmwfwmwgaElaphe quatuorlineata, in mwgqThe Reptile Database. mwggURL consultato il 21 luglio 2014.
cite-note-33. mwhg(mwhwmwiaEN) mwiqmwigIl testo della Convenzione di Berna, su mwiwconventions.coe.int.
cite-note-44. mwjwWWF, mwkamwkqLibro Rosso degli Animali Vertebrati in Italia, su mwkgwwf.it, 1998. mwkwURL consultato il 19 dicembre 2006 mwla(archiviato dall'mwlqurl originale il 19 dicembre 2006).
cite-note-55. mwmqmwmgmwmwMinistero dell'Ambiente, su mwnawww2.minambiente.it, 5 giugno 2006 mwnq(archiviato dall'mwngurl originale il 5 giugno 2006).
cite-note-66. mwogmwowmwpaApprofondimento su Spigolature Salentine, su mwpqfondazioneterradotranto.it.
cite-note-77. mwqqGiuseppe Pipita, mwqgmwqwCervone albino, il serpente bianco della Sila, su mwrailcrotonese.it, 11 giugno 2016. mwrqURL consultato il 30 novembre 2025 mwrg(archiviato dall'mwrwurl originale l'11 giugno 2016).
cite-note-88. mwswGianluca Congi, mwtamwtqIl serpente bianco della Sila (il Cervone albino, un caso più unico che raro), su mwtggianlucacongi.it, 14 gennaio 2010. mwtwURL consultato il 30 novembre 2025 mwua(archiviato dall'mwuqurl originale il 19 ottobre 2017).

Bibliografia

• mwvqBoitani L., Corsi F., Falcucci A., Maiorano L., Marzetti I., Masi M., Montemaggiori A., Ottaviani D., Reggiani G. e Rondinini C., Rete Ecologica Nazionale. Un approccio alla conservazione dei vertebrati italiani., Università di Roma "La Sapienza", Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo; Ministero dell'Ambiente, Direzione per la Conservazione della Natura; Istituto di Ecologia Applicata., 2002. URL consultato il 30 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2011).
• mwvwBruno S. e Maugeri S., Rettili d'Italia, Tartarughe, Sauri e Serpenti., Firenze, Giunti - Martello, 1977.
• mwwqArnold E. N. e Burton J. A., Guida dei Rettili e degli Anfibi d'Europa, Padova, Franco Muzzio Editori, 1985.
• mwwwKlaus-Dieter Schulz, A Monograph of the Colubrid Snakes of the Genus Elaphe Fitzinger.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons
• Wikispecies

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• Wikispecies contiene informazioni sul cervone

Collegamenti esterni

• mwzaScheda sul Cervone, su Parco Nazionale del Gargano.
• mwzg(EN) Scheda di distribuzione del Cervone, su Rete Ecologica Nazionale. URL consultato il 2 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2006).
• mw0aScheda sul Cervone, su Natura Mediterraneo.
• mw0g(EN) Scheda sul Cervone, su Fauna Europaea.